Bancarotta, coinvolto Tentorio
Con un perito è accusato anche di corruzione in atti giudiziari

Il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, è indagato per bancarotta semplice e corruzione in atti giudiziari. L’inchiesta lo vede protagonista in qualità di commercialista e, più precisamente, di curatore fallimentare dell’azienda Rete Gamma di Aldo Valtellina. Insieme a lui anche il collega commercialista Rodolfo Luzzana che, in qualità di perito, risponde delle stesse accuse. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha però chiesto l’archiviazione: deciderà il gip Tino Palestra nell’udienza fissata per il prossimo 4 luglio. Nel giugno 2003 viene dichiarato il fallimento della ditta Rete Gamma, che si occupa della posa di cavi della rete elettrica e telefonica, ma che vanta anche un grosso patrimonio immobiliare, tra cui un grande appezzamento di terreno in Sardegna, “Is Molas”, su cui sorgono un campo da golf e diverse strutture ricettive. La ditta bergamasca aveva commissionato dei lavori sul terreno in questione per 10 milioni di euro alla Sarroch, un’impresa edile locale. Rete Gamma comincia a navigare in cattive acque e per pagare i primi lavori dell’impresa edile - 3 milioni e mezzo di euro – ricorre anche alla permuta di un lotto del complesso di “Is Molas”, valutato 900 mila euro. Questa porzione di terreno viene successivamente rivenduta dalla ditta sarda per 350mila euro. Nel frattempo l’azienda di Aldo Valtellina dichiara fallimento. Curatore fallimentare diventa Tentorio. Il commercialista si accorge che l’azienda ha ceduto un bene materiale un anno prima che fosse dichiarato il crack, operazione non consentita dalla legge per le aziende in odore di tracollo. Così viene intentata una causa, detta rievocatoria, con la quale il fallimento della rete Gamma possa tornare in possesso del terreno ceduto alla Sarroch. Naturalmente l’azienda sarda non ci sta. Intanto, nelle trattative per il fallimento della Rete Gamma, vengono effettuate le valutazioni di tutti i beni dell’azienda: il complesso di Is Molas viene valutato circa 24 milioni di euro dal perito Luzzana. Per l’acquisto dell’area viene indetta una gara d’appalto alla quale partecipa solo la Is Molas srl, cordata di aziende guidata dalla Immsi di Roberto Colaninno, della quale fanno parte i tre imprenditori bergamaschi Paolo Cividini, Miro Radici e Emilio Zanetti. Vince con un’offerta di 200 mila euro superiore alla base d’asta e dopo che i 15 gruppi imprenditoriali che s’erano interessati alla compravendita non presentano rilanci. La Sarroch però, dalla causa rievocatoria, scopre che una perizia stima il suo terreno 2 milioni di euro. Così il proprietario, Sergio Piscedda, che avanza altri crediti dal fallimento, fa questo ragionamento: possibile che il mio appezzamento, che è circa un centesimo del complesso, vale 2 milioni e l’insieme solo 24 milioni? Se fosse ci fosse stata una stima più alta di Is Molas, il fallimento sarebbe riuscito a soddisfare molti dei circa 2.000 creditori. Così, nel marzo 2010 decide di sporgere una denuncia generica alla procura di Bergamo. Si viene a sapere che Luzzana, dopo la perizia, è entrato nel cda di una delle aziende della cordata che ha vinto. Tentorio e Luzzana finiscono nel registro degli indagati per bancarotta e corruzione in atti giudiziari. Il sindaco si dice sereno in quanto ha rispettato tutte le procedure. Idem per Luzzana, che – secondo il suo legale Emilio Gueli – nelle perizia ha utilizzato parametri di calcolo dettati dalla legge. Per il pm Maria Mocciaro il reato di bancarotta è prescritto e per la corruzione in atti giudiziari non ci sono elementi. Per questo la chiesto l’archiviazione. Alla quale si è opposto Piscedda. Ora sarà il giudice a decidere. Tre le strade possibili: archiviazione, rinvio a giudizio coatto o restituzione degli atti alla Procura perché approfondisca le indagini.

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