C’era una volta la provincia di Bergamo, isola felice di raccolta differenziata dei rifiuti. E adesso non c’è più. No, i «Comuni ricicloni» non sono spariti dal nostro territorio, come si evince dal rapporto 2012 di Legambiente: il loro numero, però, si è ridotto e, soprattutto, nella classifica italiana occupano posizioni di minor evidenza rispetto a pochi anni fa. Anzi, per fare il raffronto basta prendere in considerazione il dato regionale del 2011: i Comuni ricicloni, ovvero quelli nei quali la raccolta differenziata è pari o superiore al 65% del totale, erano 331, il 21,4% del totale; oggi sono 257, pari al 16,6%. Una flessione di un certo rilievo.
Il comune bergamasco più riciclone (tra quelli con più di 10.000 abitanti) è Albino, che si colloca al 35° posto della classifica relativa all’Area Nord, con un indice di buona gestione del 66,30, e il 70,3% di Raccolta differenziata; seguono Alzano Lombardo al 46° posto (63,54, 82,2%), Martinengo al 51° (62,67, 77,4%), Treviolo all’81° (55,94, 68,3%) e Nembro al 99° (53,69, 66,3%).
Per quel che riguarda i comuni con meno di 10.000 abitanti, il migliore fra quelli orobici è Bonate Sopra, in 60ª posizione (Indice 74,41, Rd 77,5%), seguito da Torre Boldone al 146° posto (69,23, 81,1%), Villa di Serio al 206° posto (65,78, 74,5%), Mornico al Serio al 268° (63,36, 76,7%) e Medolago al 274° (63,19, 70,2%).
Detto dei comuni virtuosi, a manifestare la propria preoccupazione «per il mancato raggiungimento dell’obbligo di legge del 60% di Raccolta differenziata dei comuni di Bergamo e di Treviglio» è Nicola Cremaschi di Legambiente Bergamo, che sottolinea anche «la sostanziale assenza di crescita dell’intera provincia all’interno del panorama nazionale». Insomma, i Comuni orobici sembrano essersi adagiati sugli allori del passato e, negli ultimi anni, non hanno fatto progressi dal punto di vista della raccolta differenziata.
«La Provincia di Bergamo», prosegue Cremaschi, «che è stata una delle prime ad avviare seriamente la raccolta differenziata e il riuso dei rifiuti, sembra oggi essersi persa… Ci permettiamo, pertanto, di suggerire al presidente Pirovano di utilizzare gli ultimi anni del suo mandato per riprendere fortemente in mano la barra e per stimolare serie politiche di sostegno alla raccolta differenziata, per far sì che tutti i comuni della Provincia possano fregiarsi del titolo di Comune Riciclone. Cosa che in altre provincie già accade».
Se Cremaschi se la prende con via Tasso, Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, bacchetta A2A, che gestisce fra l’altro la raccolta dei rifiuti in buona parte della Bergamasca, capoluogo incluso: «Si sente fortemente la mancanza di eccellenze gestionali, che indichino la strada da seguire. Certo il rapporto tra amministrazione locale e cittadini è la chiave di volta per il buon funzionamento delle raccolte differenziate, ma di fronte alla perdurante e generalizzata stagnazione viene da chiedersi quale ruolo svolgano i grandi player, le multiutility troppo assorbite nell’immaginare grandi costruzioni finanziarie, ma distratte sulle strategie industriali e sull’offerta di servizi efficienti atti ad alimentare le filiere produttive che originano dal riciclaggio dei materiali». Al che la domanda sorge spontanea: «A2A, dove sei?».











