Broker froda milioni ai disoccupati
Faccendiere arrestato per una falsa fideiussione a Rossignoli (De Tomaso)

C’è anche un promotore creditizio bergamasco tra gli arrestati dell’inchiesta sull’imprenditore Gian Mario Rossignolo, ex manager della Zanussi e della Telecom. Si chiama Christian Limonta, 37 anni, di Verdello: secondo chi indaga avrebbe intascato 1,7 milioni di euro come compenso per la sua prestazione. Il promotore sarebbe stato arrestato ieri mattina all’alba: secondo le accuse avrebbe procurato all'impresa De Tomaso, azienda automobilistica produttrice di auto di lusso rilevata da Rossignolo e già dichiarata fallita nel 2009, una polizza fidejussoria - poi secondo le accuse risultata falsa - richiesta dalle procedure per l'erogazione dei fondi statali per i corsi di formazione. Rossignolo infatti è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Torino su corsi di formazione professionale alla De Tomaso di Grugliasco. È agli arresti domiciliari perché ha superato i 70 anni di età. In Piemonte la De Tomaso aveva acquisito lo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco e gran parte dei dipendenti dell'azienda che avrebbero dovuto essere riqualificati con i corsi di formazione finanziati con fondi pubblici. Secondo l'accusa, per accedere ai contributi e' stata utilizzata una fidejussione falsa dell'ammontare di alcuni milioni e parte dei fondi e' finita direttamente nelle tasche di dirigenti della De Tomaso. Sono stati infatti erogati dallo Stato 7 milioni e mezzo di euro, destinati all'aggiornamento professionale delle maestranze, nella prospettiva dell'avvio di nuove linee produttive. Dagli accertamenti dei Finanzieri, un primo punto fermo: i corsi - prosegue la nota - finanziati per la totalita' dei dipendenti (oltre 1000) nell'arco di tre anni, in realtà non sono mai partiti, se non in minima parte (li hanno iniziati 67 dipendenti e solo per pochi giorni). L'inchiesta delle Fiamme Gialle ha consentito di risalire all'effettiva destinazione delle somme, in parte utilizzate per pagare gli stipendi degli operai, ma soprattutto intascati da manager, consulenti e dalla proprieta'. In particolare, ammontano a circa 400mila euro le retribuzioni riconosciute in tre mesi ai membri della famiglia Rossignolo ed a dirigenti di fiducia. Le indagini proseguono ora per ricostruire i singoli passaggi di denaro, individuare cosi' i beneficiari ultimi dei pagamenti e verificare se avevano titolo o meno a ricevere quei soldi
Sotto la lente degli investigatori, adesso, un ulteriore finanziamento di circa 6 milioni di euro, concesso alla De Tomaso dalla Regione Piemonte per l'adeguamento tecnologico degli impianti di produzione.

Altre notizie