Cassa in deroga l’assalto del 2012
Accolte le prime 247 richieste dell’anno

Con precedenza ai casi gravi, finalmente si sblocca la decretazione della cassa in deroga 2012, arrivata a una lista d’attesa chilometrica (3.000 persone) secondo la stima dei sindacati. Nell’impossibilità di verificare se davvero la coda fosse tanto lunga, possiamo comunque scrivere con certezza che, da oggi, si è accorciata di 247 aziende e quasi dimezzata per quanto riguarda i lavoratori, con 1.331 posizioni approvate. Dicevamo casi gravi, intendendo quell’80% di istanze che chiedono copertura per l’intero anno, fino al 31 dicembre compreso, cioè il massimo consentito dagli attuali stanziamenti di bilancio: segno che gli amministratori aziendali ritengono difficile una ripresa. Quanto costa un pacchetto welfare del genere? Oltre 7 milioni di euro. In estrema sintesi, è quanto emerge dalla tornata di approvazioni firmate il 26 aprile scorso a livello regionale; ai primi di aprile, invece, erano state liquidate le casse integrazioni in deroga pendenti dagli anni precedenti, ma rimaste nel limbo vuoi per mancanza di fondi, vuoi per altre lungaggini di natura burocratica o tecnica.
Questa volta si tratta di domande presentate da gennaio a oggi. Fatte due proporzioni, il grosso delle risorse viene assorbito dalla cosiddetta Misura B, dedicata di solito alle aziende che hanno già esaurito gli ammortizzatori ordinari: in questo caso si tratta di 62 realtà produttive con 401 dipendenti, che assorbiranno 3 milioni di euro circa. La MiTi di Zogno e la Manifattura di Valle Brembana, con 450mila euro circa a testa, fanno la parte del leone in questa classifica della crisi, dove rientrano anche le agenzie viaggi della Cisl Bergamo (Cisl Bergamo Turismo srl e Burgonitour srl: 1 dipendente ognuna fino al 30 giugno) e diversi grossi calibri come Radicifil di Casnigo o N&W Global Vending, per brevi periodi e un pugno di dipendenti; diversi anche i casi di fallimenti e liquidazioni. Il grosso delle aziende, invece, rientra nell’intervento A, quello riservato di solito alle Pmi sotto i 15 dipendenti, oppure ai settori esclusi dagli ammortizzatori ordinari. Spicca per il nome la Locatelli Geom. Gabriele Spa di Calcinate, posta in liquidazione, che ha chiesto un anno di copertura per 4 dipendenti. Intanto fa capolino quello che - se non andiamo errati - è il secondo caso assoluto di aziende con titolare extracomunitario, che ricorrono alla cigs in deroga. Si tratta dell’Elettromeccanica Gjezi di Alfred Gjezi e Kreshnik snc, sede in via Dossello a Lovere: un anno la copertura richiesta, per due dipendenti. Il precedente riguardava un imprenditore nordafricano attivo sempre nell’elettromeccanica, che l’anno scorso aveva cassintegrato il suo unico dipendente, un operaio italiano.

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