C’era una volta la favola «www»
Il fenomeno di «Tiraccontounafiaba»: l’ideatore è bergamasco

Quelle nei 45 giri cui negli anni ’70 prestava la voce Paolo Poli, iniziavano con «A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar». Quelle che leggevano mamma e papà per augurare la buonanotte partivano con un mellifluo e rassicurante «C’era una volta». E oggi, come iniziano le favole? Ce n’è di ogni sorta e specie, certo, ma per trovarle è necessario esordire - telematicamente parlando - con un "www". Se poi, alla tripletta di doppie "w" aggiungete un bel "tiraccontounafiaba.it", ecco fatto: sarete atterrati in un collettore di più di mille racconti - tra classici, inediti e filastrocche - raccolti negli ultimi quattro anni in maniera certosina dal bergamasco Manuel Ronzoni, classe 1977, consulente informatico che, un po’ per gioco, un po’ per passione, nel 2007 ha deciso di aprire un blog che testimoniasse la sua passione per il mondo della fantasia. «Quello che mi ha sempre affascinato nelle favole è che rifuggono la logica pessimistica del "tutto va a rotoli e non ci salveremo" di cui è ormai permeata la nostra realtà e mostrano che un lietofine è possibile. Una via d’uscita c’è sempre: basta trovarla e rendersi conto che se è vero che il drago esiste, è altrettanto vero che lo si può sconfiggere».
Le fiabe come metafora del reale, come ben sintetizza una citazione di Italo Calvino scelta da Ronzoni per la home di Tiraccontounafiaba.it: «Io credo questo: le fiabe sono vere, sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna».
 
DAL BLOG AL SITO CORALE - Ma come può un semplice blog trasformarsi in un sito visitatissimo (700mila pagine lette al mese)? «Poco a poco mi sono ritrovato mail di lettori che chiedevano se potessi pubblicare anche i loro racconti, fino a quel momento chiusi in un cassetto. Ho accettato e, nel 2009, è diventato quel che è oggi: un blog collettivo, al quale chiunque può inviare la sua favola. Nei ritagli di tempo mi occupo della parte redazionale: non filtro in base alla qualità - anche perché si tratta di un parametro molto soggettivo - bensì basandomi sull’appropriatezza. Linguaggio crudo, parolacce e via dicendo sono assolutamente banditi! Ora il vero riscontro lo si ottiene guardando il numero delle condivisioni sui social network: capita, ad esempio, che lo scritto di un professionista riceva un solo "share", mentre la filastrocca di un bambino - nel caso specifico quella di un alunno di 5 elementare che esponeva cosa significasse lasciare la sue maestre - venga letta e ricondivisa da 200 utenti».
 
NON SOLO «C’ERA UNA VOLTA» - "Ti racconto una fiaba" è più di un collettore: storie a puntate, video e audio fiabe, consigli di lettura, filastrocche, contenuti didattici e, in ultimo, anche una versione inglese. «"I tell you a story" non è tanto una traduzione dei contenuti italiani, quanto un progetto parallelo che mutua il medesimo modello» spiega Manuel, visibilmente orgoglioso anche di un’altra succosa novità legata alla sua creatura: l’applicazione ufficiale per Android (nel giro di un mese sarà disponibile anche per iPhone e iPad) che ha già raggiunto quota 50mila download, posizionandosi nelle prime 10 applicazioni del settore Education di Google Play. «Non mi interessa trasformarlo in un modello di business: tutti i contenuti sono e resteranno gratuiti, sia per i lettori che per gli utenti. Alle spalle non c’è nessun fine di lucro, bensì una sorta di missione sociale: far sì che venga riscoperto il valore delle fiabe. Semmai potrei concepire, in futuro, che gli utenti possano scegliere le novelle che più amano per riceverne una copia cartacea».
 
LE FAVOLE DELLA BUONANOTTE SU UNA APP - «Ricevo mail di gente che mi ringrazia perché utilizza l’applicazione per proporre ai propri figli storie sempre nuove. Mi auguro che si riveli uno strumento per raccontare e che non diventi un mettere tra le mani di un bambino un mp3 da ascoltare. Certo, anche i classici sono gettonati: molti atterrano sul sito cercando in Google "Cenerentola", per poi scoprire tutto un mondo di racconti inediti».
La favola più bella? «Quelle che racconto e racconterò a mia figlia, che nascerà a luglio: spesso mi avvicino al pancione e le leggo le "Favole al telefono" di Gianni Rodari».
E questo sì che è un lietofine.
 Chi volesse contribuire con i propri scritti al corpus letterario di "Ti racconto una fiaba" deve soltanto mandare una mail a manuel@tiraccontounafiaba.it, oppure registrarsi sul sito.
 Rossella Martinelli

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