Due stagioni da protagonista alla Juve Stabia. Simone Colombi, estremo difensore classe '91, scuola Atalanta, sarà ricordato da tutti i tifosi stabiesi molto a lungo. Con lui, le Vespe hanno conquistato la storica promozione in serie B nella stagione 2010/2011 e la Coppa Italia di Lega Pro. Il giovane portiere bergamasco ha parlato ai microfoni di TuttoB.com, della sua esperienza con la maglia gialloblù.
Rimarrai a Castellammare? «Sinceramente non so, ancora non ho parlato con il mio procuratore. L’importante è continuare a crescere, come ho fatto nella Juve Stabia, trovare continuità e migliorare».
Dopo Nocchi, la società sembra aver scelto Seculin… «Se sarà così, vuol dire che io andrò da un’altra parte».
Su di te ci sono Modena e Ternana, a quale delle due strizzeresti l’occhio? «Bisogna vedere se queste due squadre mi vogliono, poi sarei onorato dell’interesse di due grandi piazze come Modena e Terni. I canarini sono da tanto in Serie B, inoltre, da gennaio in poi hanno avuto un’ottima squadra. Le Fere, come il Lanciano, sono una neopromossa, ma rimangono comunque una realtà importante. Poi le decisioni si prenderanno seduti a tavolino in base a quello che sarà proposto, ma ciò che voglio io è avere continuità nella squadra».
Che bilancio fai delle due stagioni passate in gialloblù? «Ho fatto un anno e mezzo fantastico. Arrivai dall’Alessandria dove non giocavo, a gennaio approdai alla Juve Stabia, consapevole che dovevo rilanciarmi. In Piero Braglia ho trovato l’allenatore che mi ha dato fiducia, soprattutto i primi sei mesi in Prima Divisione e abbiamo vinto il campionato. Quest’anno ho avuto diversi infortuni, oltre alla convocazione in Nazionale e per questo motivo non ho potuto disputare completamente il campionato, ma all’Under21 non si dice di no».
Hai citato Piero Braglia. Dovessi descriverlo in poche parole? «E’ un allenatore preparato con grande esperienza, un motivatore. Alla Juve Stabia ha dato tanto, in due anni ha vinto un campionato e in cadetteria ha portato in alto le vespe. Nonostante il rapporto di amore e odio con lui, lo ringrazierò sempre, mi ha dato fiducia e la possibilità di vestire la maglia della Juve Stabia. Per la mia crescita, Braglia è stato importante».
E con un pubblico super... «Le emozioni lì sono sempre forti. E’ bello sentire un pubblico così che ti incita per novanta minuti; quest’anno in Serie B, ho trovato poche squadre con una tifoseria così calorosa. Inoltre, il Romeo Menti è uno stadio piccolo quindi i supporters della Juve Stabia si sentivano molto anche se pochi. In stadi grandi, invece, anche se tanti si sentivano a fatica. Il tifo a Castellammare ha fatto la sua parte, è stato e sarà fondamentale».
Qual è stata la parata più bella o decisiva che ricordi più volentieri? «La più bella che ricordo in assoluto è stata in Sampdoria-Juve Stabia su Piovaccari, stavamo vincendo 1-0 ed era la metà del secondo tempo. L’ho parato con i piedi ed è stata bella perché d’istinto e sotto la loro curva. Poi nel finale è arrivato il gol del pareggio blucerchiato. Poi ce ne sono tante belle fatte a Gubbio, una delle ultime partite».
Con quale compagno hai legato di più? «Con i portieri perché eravamo compagni di reparto. Dovessi fare due nomi tuttavia, direi con il centrocampista Davì perché ho diviso la casa con lui, poi con il terzo portiere Cerreti: quest’ultimo è anche mio coetaneo».
Quale partita ricordi come la più bella? «Al primo posto la trasferta a Gubbio contro gli eugubini e al secondo posto Samp-Juve Stabia».
E quella con più rammarico? «I due pareggi interni, entrambi 2-2, di novembre contro AlbinoLeffe e Modena».
Con la Juve Stabia hai conquistato la Nazionale Under 21. Com’è stato alternarsi tra Nazionale e campionato? «E’ stata un’esperienza positivissima. E’ sempre bello allenarsi con gente come Borini, Destro, Paloschi, Gabbiadini, Insigne, Immobile, che hanno fatto molto bene in Serie A e Serie B, con loro gli allenamenti sono importanti. Con la maglia azzurra ho alternato panchina e tribuna, ma l’importante è stato stare nel gruppo e ripagare la fiducia di Ciro Ferrara. E' grazie a lui che sono entrato nel giro dell'Italia, ma ringrazio anche Casiraghi. Io ho giocato contro la Scozia, anche se il risultato è stato un massiccio 4-1 è stata una partita molto combattuta. Questa è tutta esperienza in più e sono contento così».











