Nuova bretella IPB, solo no a Osio Sotto
Interconnessione Pedemontana - Brebemi

Questa volta non sono i No Tav o gli anarco insurrezionalisti. No, a Osio Sotto il collegamento Pedemontana - Brebemi fa infuriare allo stesso modo Peppone e don Camillo, maggioranza e opposizione, il blocco civico di governo comunale formato da Lega e Pdl, e le due liste del centrosinistra, una delle quali si chiama Margherita: tutti d’accordo per bocciare il progetto preliminare dell’autostrada, come infatti è avvenuto l’altra notte, altermine di un’interminabile seduta consiliare terminata intorno alle 2. Beghe di paese? Dipende. Anche se tutti ricordano che l’autostrada della Val Seriana non si fece, nonostante il finanziamento di un primario istituto di credito bergamasco, proprio perchè i sindaci si scontrarono sulle concessioni territoriali, ognuno a difendere il proprio fazzoletto, sputando immancabilmente sopra quello del vicino. L’IPB, sigla che sta appunto per Interconnessione Pedemontana Brebemi, è un progetto portato avanti da Società Autostrade ed enti locali, camere di commercio, eccetera, che serve appunto a collegare le due autostrade: una, la Brescia - Milano via Treviglio; l’altra, la Bergamo - Malpensa via Dalmine. Così, oltre all’autostrada A4 e alla Pedemontana, ora Osio Sotto dovrebbe ospitare una nuova autostrada: condizionale d’obbligo, dopo il voto dell’altra notte. Il tracciato finirebbe in pratica per circondare il paese, come mostra il progettoqui in pagina. Partendo dal nuovo casello della Pedemontana nella zona del bosco dell’Itala, la nuova bretella passerà vicina al santuario di San Donato, raggiungerà la clinica di Zingonia per poi dirigersi verso nord percorrendo il territorio agricolo della piana di Saore, fino ad arrivare al nuovo centro commerciale Le Due Torri di Stezzano. Di fatto, due interi quartieri di Zingonia, ospedale compreso, saranno isolati dal paese di Osio, che paradossalmente rischia di non avere alcun beneficio in termini di viabilità, perché un’autostrada a pagamento non risolve più di tanto i problemi del traffico locale. Tra l’altro, il progetto iniziale prevedeva strade di libero scorrimento, non a pedaggio. Cosa accadrà dopo la bocciatura? La conferenza di servizi che deve approvare l’opera è composta da altri 17 enti locali e si riunirà tra pochi giorni, il 31 gennaio. Se non c’è unanimità, potrebbe essere sufficiente la maggioranza. Staremo a vedere.

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